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Esportare un video per Youtube con Adobe Premiere CS3

Posted by daniele on 06.04.08

Youtube Encoding

Lavorando con Adobe Premiere CS3 abbiamo a disposizione un ottimo strumento per esportare un video destinato alla pubblicazione su Youtube: Adobe Media Encoder. Questo software dispone, tra i vari preset, di una combinazione pensata appositamente per creare un video che potremo caricare direttamente sulla piattaforma. Non mi stancherò mai di ripetere che un numero minimo di conversioni garantisce una minima perdita di qualità: di conseguenza quando il video da uploadare esce direttamente dal software di montaggio possiamo ritenerci sempre fortunati.

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Caricare più file contemporaneamente su Youtube con Multi video uploader

Posted by daniele on 04.17.08

youtube multi upload

È finalmente disponibile anche per Mac, il Multi-Video Upload di Youtube.
Uno strumento che permette di caricare più video contemporaneamente sulla famosa piattaforma.
Una volta installato il software, sarà possibile accedere alla pagina my videos multi upload e creare una batch list di file da caricare su Youtube. Al termine del processo i file si troveranno come al solito nella pagina My videos.

Link: Multi-video Uploader

Convertire un video per youtube: sei utili suggerimenti

Posted by daniele on 04.07.08

youtube home

Da quando su youtube è stata introdotta la possibilità di vedere il video in “qualità migliore”, opzione che dipende dalla effettiva qualità del filmato caricato su Youtube, ogni dettaglio dell’esportazione del nostro video diventa importante.

Ellingtonmedia offre sei suggerimenti sull’esportazione o la conversione del nostro video, in modo da aumentare la qualità finale del video visibile su youtube. Vediamoli insieme:

  • Cominciare sempre dal video nel formato migliore possibile.
  • Comprimere il video usando il codec H.264.
  • Ridimensionare il video a 320×240 px.
  • Deinterlacciare sempre il video.
  • In caso di video con aspect ratio 16:9, usare le bande (letterbox).
  • Sfruttare la mggior parte possibile dei cento megabyte che Youtube ci mette a disposizione.

Condivido pienamente tutti e sei i suggerimenti, fuorchè il terzo, quello del resize a 320×240. In un momento in cui le soluzioni tecnologiche spingono verso una qualità sempre migliore del filmato, e la stessa Youtube permette una visualizzazione in Higher quality per i video “migliori” può essere controproducente ridimensionare il fotogramma, per evitare che il resize venga effettuato dai server di youtube. Su questo punto allora meglio attenersi alle faq, 640×480, e – in fin dei conti – scegliere una risoluzione decisamente migliore.

Poi non dite che non ve l’avevo detto!

Link: 6 tips for High Quality Youtube Video.

Vedere video su YouTube in High Quality.

Posted by daniele on 04.03.08

YouTube High Quality

Da qualche settimana You tube permette agli utenti di visualizzare alcuni video in qualità più elevata. Può capitare quindi che in certi casi vicino al player, in basso a sinistra, compaia il link “watch this video in higher quality” [un esempio]. Cliccando vedremo lo stesso video, ma ad una qualità decisamente migliore.

Non tutti gli utenti visualizzano il link, anche quando è prevista una high quality, perchè di default youtube visualizza i link solo a chi ha una connessione veloce. Questo – ed è detto esplicitamente – per non sfavorire la velocità di caricamento del filmato. Si tratta comunque di un impostazione che gli utenti registrati possono cambiare, qui, decidendo di visualizzare sempre la versione migliore del video, se disponibile, o invece la più veloce da caricare.

La high quality non è prevista per tutti i video, ma solo su alcuni, in base alla qualità del filmato originale, quando viene caricato su Youtube:

We’re making these streams available on certain videos, based upon the source file uploaded to us

Al momento non si conoscono maggiori dettagli, ma una cosa è certa mai come adesso è stato importante scegliere il formato migliore per l’upload su youtube.

link: YouTube Videos in High Quality

Screencast Wordpress 2.5: finalmente aggiornato l’editor visuale, video sharing più semplice!

Posted by daniele on 04.02.08

Embed youtube

Nella release 2.5 di Wordpress è stato anche aggiornato l’editor visuale. WP adesso integra Tinymce 3, che presenta indubbi vantaggi all’autore del post. Ho realizzato un breve screencast in cui si vede quella che a mio avviso è la modifica più importante che è stata apportata all’editor: la possibilità – finalmente – di inserire in maniera del tutto “indolore” il codice necessario ad embeddare filmati tratti da piattaforme di video sharing, come Youtube, Vimeo etc…

A causa del comportamento anomalo dell’editor visuale, che al momento del salvataggio, praticamente troncava il tag object, chi inseriva di frequente video nei post aveva due vie: installare un plugin come wpvideo, oppure disattivare (anche momentaneamente)l’editor visuale.

Con Wordpress 2.5, si può finalmente fare una cosa a cui da sempre sono abitutati i blogger non-wordpress: copiare il codice dal sito di video sharing, ed incollarlo nell’editor visuale in modalità codice.

Qui c’è lo screencast. Presto qualche considerazione sulla gestione dei media nel nuovo editor.

Live video streaming su Youtube entro il 2008

Posted by daniele on 02.29.08


Creative Commons License photo credit: DryIcons

Anche Google avrà il suo servizio di Live video streaming. Entro il 2008 infatti Youtube dovrebbe permettere ai propri utenti di andare live: l’ha annunciato proprio il fondatore di Youtube, Steve Chen. Un “particolare” che era sfuggito durante il Videocracy Event di qualche settimana fa, quando erano state presentate le novità che presto avrebbero caratterizzato la piattaforma.

Non si può dire che il 2008 non sia un anno fortunato per gli amanti del live streaming. Di recente è entrato a pieno regime Yahoo Live, mentre promette sviluppi interessanti Qik, per il live streaming da cellulare. Dopo gli “esperimenti” del 2007, con migliaia di utenti entusiasti delle possibilità offerte da justin tv, ustream e mogulus, la “discesa in campo” di Google fa ben sperare.

Servizi di video Sharing: buoni motivi per considerare piattaforme alternative a Youtube

Posted by daniele on 02.19.08

Youtube è al momento la piattaforma per il video sharing più diffusa e popolare. Da una parte permette all’utente di caricare e gestire i video con una semplicità impressionante: quindi upload, quick capture, editing al volo, oltre che estrema semplicità nella gestione delle playlist, delle quick list e dei preferiti. Dall’altra, è un potentissimo mezzo di condivisione: oltre all’embedding, abbiamo ovviamente commenti, video-commenti e rating, active sharing e un eccezionale capacità di far comunicare tra loro i canali dei diversi utenti. Un mezzo potentissimo in mano ad appassionati creatori di contenuti per “fare community”.
Ma è sempre la scelta migliore? Altre piattaforme sopperiscono a certi limiti di YT, ed andrebbero sempre prese in considerazione, specialmente se si ha in mente un vero e proprio “canale”, dedicato a pubblicazioni frequenti e massicce, comunque non occasionali, e si hanno determinate esigenze, che Youtube non è in grado di soddisfare.

1) Dimensioni e durata del file.
Youtube impone un limite massimo per le dimensioni del file: 100 megabyte. E inoltre un limite di durata: al massimo 10 minuti. E’ vero che un video può sempre essere “spezzetato” e pubblicato in “parti”, ma se un buon numero dei filmati parte verrà penalizzato da questi limiti, tanto vale scegliere un’altra piattaforma, come Google video o Blip.tv.

2) Branding.
In tanti casi è un’equazione che non regge, ma per molta gente Youtube è sinonimo di produzioni dilettantistiche e di scarsa qualità. Il logo e lo stesso player di Youtube, per quanto personalizzato, possono facilemente suscitare quest’impressione, a prescindere dall’effettivo contenuto del video.
Se vogliamo essere sicuri che le nostre produzioni non siano percepite come amatoriali, e dobbiamo evitare che in qualsiasi modo venga messa in dubbio la qualità della produzione, sarà il caso di valutare anche altri servizi, ad esempio Brightcove o Vimeo

3) Advertising.
Succede sempre più spesso che produzioni a livello prosumer (amatori capaci di realizzare produzioni di qualità) raccolgano un successo di pubblico tale da poter generare introiti pubblicitari. Se si vogliono sfruttare queste risorse è meglio affidarsi a Brightcove o Blip. Queste due piattaforme da un lato garantiscono una gestione puntale degli spazi pubblicitari all’interno dei video, con possibilità di inserire minispot all’inizio e alla fine del filmato, oppure banner in overlay; dall’altro si basano su un modello di revenue sharing, in virtù del quale trattengono una parte degli introiti.

4) Ricevere User Generated Content sul canale.
Se vogliamo permettere ai nostri visitatori o utenti di uploadare a loro volta un video sul nostro canale, Youtube non è certamente la piattaforma giusta. Per accettare sul nostro canale video generati dagli utenti, dovremo ricorrere a Brightcove o Magnify.

Visto che l’argomento è di grande interesse, non solo per blogger e videomaker, comincerò al più presto una serie di post per parlare di ognuna di queste piattaforme, soffermandomi sulle specifità che in molti casi le rendono preferibili a You Tube. Ma ovviamento le alternative sono numerose anche rispetto a quelle che ho citato in questo post: voi che servizi usate? e perchè?

Cosa c’è nel futuro di You Tube: Analytics e più “Sharing”

Posted by daniele on 02.15.08

Novità interessanti nel futuro di youtube sono state annunciate l’altra notte al Videocracy Event di New York. Ne parla sul suo blog Ian Shafer, CEO di Deep Focus, agenzia di Marketing di NY.

E’ già pronto il servizio di active sharing: accanto al video compaiono i nomi degli utenti che in quel momento lo stanno guardando (solo se hanno attivato la funzione).

Sono in arrivo video-raccomendation, cioè visioni consigliate dal sistema in base alle preferenze dell’utente, strumenti di video-editing aggiornati e una distribuzione multipiattaforma che fa felice il fondatore Steve Chen, il quale, riporta Shafer, è davvero eccitato all’idea di vedere You Tube su televisori “veramente, ma veramente grandi”.

Per i marketer e gli inserzionisti, oltre che per i content creator, una grossa novità, qualcosa di simile ad analytics: saranno diponibili infatti strumenti avanzati per per il monitoraggio degli accessi ai filmati.

via TechCrunch

È possibile caricare video di durata superiore a dieci minuti su youtube?

Posted by daniele on 02.04.08

Siccome mi è stato chiesto da persona cui non si può dire no, scriverò un post su questo argomento, anche se la risposta è già nelle faq di Youtube: caricare video di durata superiore a dieci minuti non è più possibile.
Per un certo periodo era abilitato a farlo chi apriva un account DIRECTOR. E difatti i fortunati utenti abilitati a questo tipo di upload, conservano tuttora questa prerogativa. Non serve invece aprire oggi un account DIRECTOR, al fine di uploadare video lunghi più di dieci minuti.
Chi ha esigenze di questo tipo dovrà purtroppo scegliere altri servizi di video sharing (che ormai sono infiniti): da Google video, dove (correggetemi se sbaglio) non ci sono limiti, a Vimeo, che pone il limite di 500 Mb settimanali in upload e nessun limite di durata del video.
Per videomakers che invece hanno puntato sull’aspetto sociale e sulle opportunità di creare un community attorno al proprio canale (un po’ quello che i musicisti fanno con myspace), e che reputano indispensabile mantenere tutte le produzioni su youtube, l’unica via d’uscita è dividere il filmato in più parti. Oppure, se questo canale distibutivo è così fondamentale, cominciare, d’ora in poi, a progettare e realizzare certe produzioni nell’ottica della distribuzione, e quindi riducendo quanto basta il minutaggio. Non ditemi che è un’eresia.

Il formato migliore per l’upload di un video su YouTube

Posted by daniele on 01.23.08

Problemi con i video caricati su YouTube? Per caso “si vedono male?”. Per caso “ci mette troppo tempo a caricare?”. Questo post ti aiuterà a risolvere questo tipo di problemi e magari capire cosa e perchè sbagliavi. Se non ti interessa capire, oppure il tuo capo potrebbe arrivare da un momento all’altro e sorprenderti mentre leggi su Rollino quale sia il formato migliore per l’upload di un video su YouTube, ponendo definitivamente fine alle tue speranze di caricare video decenti sul tuo account YouTube, alla fine del post trovi direttamente una breve sintesi di quello che devi fare. Altrimenti, se il tuo cervello ha fame di sapere, oppure il tuo capo è in ferie, oppure il capo sei tu, puoi cominciare a leggere.


Iniziamo dalla fine: Il formato finale
il video che viene riprodotto dal player di YouTube è in formato Flash Video, FLV. Quando un file video viene uploadato, i server di YouTube effettuano una conversione: il file caricato viene convertito in un file FLV con determinate caratteristiche (bitrate, dimensioni…).

Caricare un file FLV?
Se guardiamo nelle faq di YouTube, il formato FLV, benchè sia il formato del file che effettivamente verrà riprodotto, non compare tra quelli che l’utente può uploadare. Ciononostante se al momento di scegliere il file, ne selezioniamo uno in formato FLV, l’upload avviene con successo.
E’ logico comunque pensare che una conversione sia avvenuta anche in questo caso, perchè bitrate e dimensioni possono essere diverse da quelle scelte da YouTube.
Le (poche) prove che ho fatto caricando file FLV, finora sembrano convincenti in termini dii gap tra la qualità del filmato uploadato e quello effettivamente riprodotto, ma sull’upload di questo tipo di file mi riservo di scrivere un altro post.

I formati accettati
I formati accettati per l’upload, secondo le indicazioni di YouTube, sono .AVI, .MOV, .MPG e WMV.

Limitare il numero delle conversioni vuol dire limitare i danni
Quello che dobbiamo fare è creare un file pronto ad essere caricato su Youtube.

Un dato è certo: ogni conversione che effettua una compressione del file produce sempre un video di minore qualità rispetto a quello originale. Evitare le conversioni superflue significa quindi preservare la qualità dell’immagine. In ogni caso, almeno una conversione è inevitabile: quella che avviene sui server di YouTube.
Quindi, è praticamente sicuro, il nostro video perderà qualcosa comunque. Un primo, ovvio, suggerimento è quindi: ridurre (a zero, quando possibile) il numero di conversioni che portano il filmato originale ad essere pronto per l’upload.

Le giuste impostazioni
Ho ottenuto sempre risultati ottimali in termini di qualità del video riprodotto su YouTube. E penso che il motivo sia questo: ho sempre caricato file con il giusto bitrate, che tradotto significa: il file contiene la giusta quantità di informazioni per ogni secondo di filmato da riprodurre, che ancora più tradotto significa: il video che sto per caricare pesa poco, rispetto alla durata, e comunque si vede bene.

Le faq di YouTube suggeriscono di caricare file MPEG4, compressi con Divx o Xvid, con dimensioni 640×480 pixel. Suggeriscono inoltre di impostare il framerate a 30 fotogrammi al secondo.
Normalmente io ottengo un risultato apprezzabile creando un file .MOV compresso con H.264, con un bitrate di 768Kb al secondo, e impostando le dimensioni a 640×480. Rispetto al framerate, preferisco rimanere con i miei (europei) 25 fps e lasciare l’eventuale conversione del framerate ai server di YouTube.

Conversioni da file WMV
Riguardo al formato WMV, le faq precisano che i video che sono il risultato di una conversione da WMV ad altro formato, normalmente presentano una qualità di riproduzione peggiore: quindi, convertire un file da WMV in altro formato per poi effettuare l’upload sicuramente incide negativamente sulla resa finale del video su YouTube.
Nel caso in cui questa conversione sia necessaria (perchè per esempio possediamo un video WMV, con un elevato bitrate e tendenzialmente di dimensioni elevate), le faq suggeriscono effettuare la conversione in due diversi step: convertire il file in MPEG4 mantendo inalterata la risoluzione (in soldoni: le dimensioni) del video e successivamente ridurla a 320×240. A questo punto si può procedere con l’upload su YouTube.

Zero conversioni, se possibile
Se è fondamentale limitare il numero delle conversioni prima dell’upload, il video migliore sarà quello che proviene direttamente dal software di montaggio, esportato con quelle che ho chiamato le giuste impostazioni. Quindi: monto il video, ed esporto direttamente nel formato che io ritengo ottimale per YouTube. Non ci sono conversioni intermedie: il video nasce direttamente nel formato adatto.
Spesso però questo non è possibile: per esempio voglio caricare un video che non ho montato io; oppure nel mio montaggio è finito uno spezzone di un altro video già compresso.
Bisogna provare, e convertire il video, con un solo passaggio, nel formato che riteniamo ideale. Se il video di partenza ha un bitrate elevato (o comunque un’elevata qualità dell’immagine), questa conversione produrrà comunque un buon video, pronto per essere caricato su YouTube.

Un buon video?
Prima di procedere all’upload, guardiamo il video: al di là delle impostazioni, saranno i nostri occhi a dirci se quello che stiamo per caricare è un buon video. Può sembrare empirico e poco professionale, ed infatti lo è, ma ehi, stiamo caricando un video su Youtube, non stiamo stampando una pellicola per le sale cinematografiche! Se già a questo punto il video ci sembra di qualità scadente, inutile proseguire. Ricominciamo, e rieffettuiamo la stessa conversione, semplicemente aumentando il bitrate, mantenendo invariata la risoluzione (640×480). In questo modo otterremo un video con una qualità dell’immagine superiore.

Dopo l’upload
Se siamo convinti della qualità del nostro video possiamo finalmente effettuare l’upload. A questo punto viene la prova del fuoco: appena il video è disponibile, dobbiamo guardarlo, e verificare i danni causati dalla conversione avvenuta sui server di YoutTube. Se il risultato finale non ci convince, dovremo fare una nuova conversione sul video originale, con un bitrate più elevato, e quindi con una qualità d’immagine più alta.

Le giuste impostazioni e i software di compressione
E’ vero, il cuore pulsante della codifica è nel tipo di compressione che abbiamo scelto (Dvix o H.264, nel nostro caso). Ma una buona parte della conversione o dell’esportazione che effettuiamo dipende in realtà dalle capacità del software che stiamo utilizzando. I settaggi che io suggerisco per la conversione, e quelli proposti dalle faq di YouTube, nella maggior parte dei casi producono un video ottimale. Ma i software variano e con le stesse impostazioni, a partire dallo stesso video originale è possibile che il risultato della conversioni sia diverso a seconda del software usato.
Una buona idea può essere quella di esportare il video magari più volte per ognuno dei formati suggeriti, variando il bitrate, fare l’upload, fino a scoprire con quali impostazioni il nostro software produce il video che ci soddisfa maggiormente.

 

Ricapitolando:
Ogni conversione comporta una perdita di qualità: quindi la soluzione preferibile è esportare direttamente, con i parametri indicati, dal software di montaggio.

Quando questo non è possibile, l’ideale è effettuare un’unica conversione mirata a soddisfare le richieste di Youtube.

Le impostazioni suggerite da YouTube:
MPEG4, compressione Divx oXvid, risoluzione 640×480 , audio: MP3, framerate: 30 frames per secondo

Le mie impostazioni:
.MOV (quicktime), 640×480, compressione H.264, bitrate: 768Kbps. MP3 audio, 25 frame per secondo

Covertiamo il video originale. Se non ci convince, riproviamo, aumentando il bitrate.

Una volta fatto l’upload, verifichiamo il risultato: se non ci convince, riproviamo, facciamo una nuova conversione del filmato originale, aumentando il bitrate.

Video d’esempio
Qui trovi “Amore di mamma” (Adam Selo, sopt tv Elenfant Film) come esportato direttamente con Final Cut in .MOV (H.264, 800KB/s) Lo stesso video è stato caricato su Youtube: lo vedi qui, e la qualità resta comunque elevata.

Risorse:
Youtube help:
What video file formats can I upload?

What’s the best format to upload for high quality?
Wikipedia:
compressione video
bitrate
codec