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Live video streaming su Youtube entro il 2008

Posted by daniele on 02.29.08


Creative Commons License photo credit: DryIcons

Anche Google avrà il suo servizio di Live video streaming. Entro il 2008 infatti Youtube dovrebbe permettere ai propri utenti di andare live: l’ha annunciato proprio il fondatore di Youtube, Steve Chen. Un “particolare” che era sfuggito durante il Videocracy Event di qualche settimana fa, quando erano state presentate le novità che presto avrebbero caratterizzato la piattaforma.

Non si può dire che il 2008 non sia un anno fortunato per gli amanti del live streaming. Di recente è entrato a pieno regime Yahoo Live, mentre promette sviluppi interessanti Qik, per il live streaming da cellulare. Dopo gli “esperimenti” del 2007, con migliaia di utenti entusiasti delle possibilità offerte da justin tv, ustream e mogulus, la “discesa in campo” di Google fa ben sperare.

Servizi di video Sharing: buoni motivi per considerare piattaforme alternative a Youtube

Posted by daniele on 02.19.08

Youtube è al momento la piattaforma per il video sharing più diffusa e popolare. Da una parte permette all’utente di caricare e gestire i video con una semplicità impressionante: quindi upload, quick capture, editing al volo, oltre che estrema semplicità nella gestione delle playlist, delle quick list e dei preferiti. Dall’altra, è un potentissimo mezzo di condivisione: oltre all’embedding, abbiamo ovviamente commenti, video-commenti e rating, active sharing e un eccezionale capacità di far comunicare tra loro i canali dei diversi utenti. Un mezzo potentissimo in mano ad appassionati creatori di contenuti per “fare community”.
Ma è sempre la scelta migliore? Altre piattaforme sopperiscono a certi limiti di YT, ed andrebbero sempre prese in considerazione, specialmente se si ha in mente un vero e proprio “canale”, dedicato a pubblicazioni frequenti e massicce, comunque non occasionali, e si hanno determinate esigenze, che Youtube non è in grado di soddisfare.

1) Dimensioni e durata del file.
Youtube impone un limite massimo per le dimensioni del file: 100 megabyte. E inoltre un limite di durata: al massimo 10 minuti. E’ vero che un video può sempre essere “spezzetato” e pubblicato in “parti”, ma se un buon numero dei filmati parte verrà penalizzato da questi limiti, tanto vale scegliere un’altra piattaforma, come Google video o Blip.tv.

2) Branding.
In tanti casi è un’equazione che non regge, ma per molta gente Youtube è sinonimo di produzioni dilettantistiche e di scarsa qualità. Il logo e lo stesso player di Youtube, per quanto personalizzato, possono facilemente suscitare quest’impressione, a prescindere dall’effettivo contenuto del video.
Se vogliamo essere sicuri che le nostre produzioni non siano percepite come amatoriali, e dobbiamo evitare che in qualsiasi modo venga messa in dubbio la qualità della produzione, sarà il caso di valutare anche altri servizi, ad esempio Brightcove o Vimeo

3) Advertising.
Succede sempre più spesso che produzioni a livello prosumer (amatori capaci di realizzare produzioni di qualità) raccolgano un successo di pubblico tale da poter generare introiti pubblicitari. Se si vogliono sfruttare queste risorse è meglio affidarsi a Brightcove o Blip. Queste due piattaforme da un lato garantiscono una gestione puntale degli spazi pubblicitari all’interno dei video, con possibilità di inserire minispot all’inizio e alla fine del filmato, oppure banner in overlay; dall’altro si basano su un modello di revenue sharing, in virtù del quale trattengono una parte degli introiti.

4) Ricevere User Generated Content sul canale.
Se vogliamo permettere ai nostri visitatori o utenti di uploadare a loro volta un video sul nostro canale, Youtube non è certamente la piattaforma giusta. Per accettare sul nostro canale video generati dagli utenti, dovremo ricorrere a Brightcove o Magnify.

Visto che l’argomento è di grande interesse, non solo per blogger e videomaker, comincerò al più presto una serie di post per parlare di ognuna di queste piattaforme, soffermandomi sulle specifità che in molti casi le rendono preferibili a You Tube. Ma ovviamento le alternative sono numerose anche rispetto a quelle che ho citato in questo post: voi che servizi usate? e perchè?

Live video streming dal cellulare direttamente su Mogulus usando Qik

Posted by daniele on 02.08.08

qik

Gli utenti Mogulus adesso possono trasmettere live sul loro canale usando il cellulare. Questo grazie all’integrazione di Mogulus con Qik, piattaforma per chi vuole fare streaming live da cellulare via umts o wifi.
Per usare Qik non è sufficiente registrarsi, il servizio è ancora in fase alfa chiusa, per cui l’attivazione dell’account avviene solo su invito. Chi però ha un account Mogulus può ottenere subito l’invito (tutte le istruzioni sono qui) e cominciare a usare Qik eventualmente trasmettendo sul proprio canale Mogulus.
Una volta attivato Qik e fatto il setup del cellulare, tra le opzioni del proprio profilo dovrebbe comparire la possibilità di inviare direttamente il flusso anche al canale Mogulus.
Quando lo avrò provato a dovere, vi aggiornerò nei dettagli, nel frattempo mi sembra di poter dire che la qualità delle dirette Qik tutto sommato è buona, a parte qualche interruzione dovuta a problemi di segnale.

Maggiori dettagli sul blog di Mogulus e su quello di Qik.

Convertire un DVD in un file AVI DVX

Posted by daniele on 02.05.08

Ho scritto una piccola guida ragionata su come convertire un dvd in un file avi-dvx. Come al solito ho scritto una guida per chi vuole capire quello che sta facendo mentre lo sta facendo. Chi invece non volesse capire, beh, come biasimarlo?, può andare direttamente alla fine del post e trovare le istruzioni per fare quello che deve fare, cioè in soldoni: rippare un dvd.

Come è fatto un DVD video?

Per funzionare correttamente un dvd-video deve contenere innanzitutto due cartelle: VIDEO_TS e AUDIO_TS (vuota).
All’interno della cartella VIDEO_TS si trovano tutti i file necessari alla riproduzione del filmato.
Questi file hanno estensione .VOB e contengono il video vero e proprio “miscelato” con l’audio. Il video all’interno del file .VOB è compresso in MPEG2, tant’è che cambiando l’estensione, da Vob a MPG o MPG2, è molto probabile che il player sul nostro computer sia in grado di riprodurlo.

Ogni file VOB all’interno del DVD, occupa circa un Gigabyte, fuorchè l’ultimo: se in tutto il video occupa 3 GB e 500 megabyte, l’ultimo Vob occuperà più o meno 500 MB.

Siccome il video e l’audio sono spezzetati in tanti file .VOB, è necessario un file che contenga le istruzioni affinchè il nostro player sia in grado di ricomporre i vari pezzi: questo è il file .IFO, all’interno del quale si trovano anche altre informazioni e metadiadati come la suddivisione in capitoli. L’altro tipo di file che troveremo nel cartella VIDEO_TS è il file .BUP: nient’altro che una copia di backup del file .IFO.

Ora sai per sommi capi come è fatto il tuo DVD: sei pronto per convertirlo in un altro tipo di file.

Conversione e CODEC

Il formato più comune per la conversione di un DVD è il file .AVI. Non pensare a questo file come a un video vero e proprio, .AVI è piuttosto un contenitore all’interno del quale si trova il video, normalmente codificato in modo da avere un bitrate inferiore rispetto al mitico MPEG2, e in fin dei conti in modo da occupare una dimensione accettabile per il tuo hard disk. Il video contenuto all’interno del contenitore .AVI, è stato quindi compresso. Da chi? da cosa? Come? Da un codec, risposta esatta. Il codec è il dispositivo/software che si occupa di codificare (al momento della conversione) il segnale audio/video, ma anche di decodificarlo al momento della riproduzione. E’ per questo che quando il tuo player non dispone del codec utilizzato per codificare il video, non può riprodurlo!

I codec più diffusi per convertire un dvd in un file AVI sono XVID e DiVX. Per comprimere il video, entrambi i codec utilizzano il formato Mpeg4 parte 2. Mentre DivX è una tecnologia proprietaria, ed appartiene DivX inc. (DivXNetworks), XVID è un progetto open, una tecnologia gratutita distribuita sotto licenza GNU-GPL.

Convertire Avi in DivX

Tirando le somme la richiesta che hai fatto a Google, e che ti ha condotto fin qui, cioè “come convertire Avi in divX” può essere tradotta in questo modo: caro Google, conosci un software per converire il mio DVD, che contiene file .VOB compressi in Mpeg2, in un file AVI contenente un video compresso in Mpeg4-parte 2 attraverso XVID o DivX?

Handbrake
Io su Mac uso Handbrake, che è disponibile anche per Windows.

Ecco le istruzioni per creare il tuo .AVI
Seleziona la sorgente (source): scegli il DVD.
File format: AVI
Codecs: MPEG-4 Video / MP3 Audio
Encoder: qui puoi scegliere tra FFmpeg e X-vid.
Per una qualità migliore del video finale seleziona 2-pass encoding.
Premi START e a questo punto, sii paziente.

Se preferisce cercare un altro software, beh, aggiungo un link che non ti sarà sgradito. Anzi due.

Link utili:
Handbrake
avi
vob
dvix
xvid

È possibile caricare video di durata superiore a dieci minuti su youtube?

Posted by daniele on 02.04.08

Siccome mi è stato chiesto da persona cui non si può dire no, scriverò un post su questo argomento, anche se la risposta è già nelle faq di Youtube: caricare video di durata superiore a dieci minuti non è più possibile.
Per un certo periodo era abilitato a farlo chi apriva un account DIRECTOR. E difatti i fortunati utenti abilitati a questo tipo di upload, conservano tuttora questa prerogativa. Non serve invece aprire oggi un account DIRECTOR, al fine di uploadare video lunghi più di dieci minuti.
Chi ha esigenze di questo tipo dovrà purtroppo scegliere altri servizi di video sharing (che ormai sono infiniti): da Google video, dove (correggetemi se sbaglio) non ci sono limiti, a Vimeo, che pone il limite di 500 Mb settimanali in upload e nessun limite di durata del video.
Per videomakers che invece hanno puntato sull’aspetto sociale e sulle opportunità di creare un community attorno al proprio canale (un po’ quello che i musicisti fanno con myspace), e che reputano indispensabile mantenere tutte le produzioni su youtube, l’unica via d’uscita è dividere il filmato in più parti. Oppure, se questo canale distibutivo è così fondamentale, cominciare, d’ora in poi, a progettare e realizzare certe produzioni nell’ottica della distribuzione, e quindi riducendo quanto basta il minutaggio. Non ditemi che è un’eresia.

Convertire un video AVI, MPEG, WMV o Quicktime in formato FLV

Posted by daniele on 01.23.08

Come convertire un file AVI, MPEG, WMV, Quicktime etc.., in un filmato FLV?
Sul mercato esistono diversi software adatti allo scopo, ma se non abbiamo esigenze particolari non sarà difficile trovare una soluzione free. Io uso FFmpegx (su Mac) e Riva FLV encoder o Super© (su Windows).
Riva converte il file in FLV, ma non permette di convertire file FLV in altri formati. Per questo tipo di conversione dovremmo utilizzare FFmpegX o Super©.

In tutti e tre i software potremo impostare i parametri fondamentali del file FLV che vogliamo produrre: tra questi bitrate e dimensioni (nel senso di altezza e larghezza del video) sono fondamentali.
Se dobbiamo produrre un FLV con dimensioni 320×240, potremo anche accontentarci di un bitrate di 512 kbps: il risultato è accettabile, ma la qualità immagine è decisamente migliore se impostiamo il bitrate a 768kbps. Quest’ultimo valore risulta valido anche per video di dimensioni maggiori: con un video di dimensioni 480×360 per esempio, un FLV con bitrate a 768kbps restituisce una discreta qualità immagine. Anche in questo caso otterremo sensibili miglioramenti aumentando il bitrate.

La scelta del bitrate è fondamentale perchè per definizione è quella che incide sulla qualità dell’immagine, sulla dimensione complessiva del file (nel senso di spazio sul disco), e sulla velocità con cui chi lo guarda riuscirà a caricarlo. Diminuire il bitrate significa tendenzialmente rinunciare alla qualità in favore della dimesione e della velocità di caricamento: quali sono le nostre esigenze? Abbiamo poco spazio sul server, o poca banda? Desideriamo che i nostri utenti carichino il filmato in un lampo? Abbassiamo il bitrate.
La nostra unica esigenza è quella di avere un video che si vede da dio? Impostiamo un elevato bitrate.

Normalmente si tratterà di trovare il giusto equilibrio tra queste esigenze e i valori che vi ho suggerito sopra sono quelli che normalmente hanno soddisfatto le mie di esigenze. Se il risultato che ottienete con queste impostazioni non vi convince, fate delle prove finchè non avrete trovato la combinazione tra dimensioni e bitrate che più vi soddisfa.

Un’ultima cosa: una volta esportato, il video FLV magari volete anche vederlo… ci vuole un player: su Win va benissimo il player FLV compreso nel pacchetto RIVA, su Mac io uso la versione free di SWF&FLV Player.

Link:
Riva Flv Encoder/player
SUPER ©
FFmpegX

SWF&FLV Player

Il formato migliore per l’upload di un video su YouTube

Posted by daniele on 01.23.08

Problemi con i video caricati su YouTube? Per caso “si vedono male?”. Per caso “ci mette troppo tempo a caricare?”. Questo post ti aiuterà a risolvere questo tipo di problemi e magari capire cosa e perchè sbagliavi. Se non ti interessa capire, oppure il tuo capo potrebbe arrivare da un momento all’altro e sorprenderti mentre leggi su Rollino quale sia il formato migliore per l’upload di un video su YouTube, ponendo definitivamente fine alle tue speranze di caricare video decenti sul tuo account YouTube, alla fine del post trovi direttamente una breve sintesi di quello che devi fare. Altrimenti, se il tuo cervello ha fame di sapere, oppure il tuo capo è in ferie, oppure il capo sei tu, puoi cominciare a leggere.


Iniziamo dalla fine: Il formato finale
il video che viene riprodotto dal player di YouTube è in formato Flash Video, FLV. Quando un file video viene uploadato, i server di YouTube effettuano una conversione: il file caricato viene convertito in un file FLV con determinate caratteristiche (bitrate, dimensioni…).

Caricare un file FLV?
Se guardiamo nelle faq di YouTube, il formato FLV, benchè sia il formato del file che effettivamente verrà riprodotto, non compare tra quelli che l’utente può uploadare. Ciononostante se al momento di scegliere il file, ne selezioniamo uno in formato FLV, l’upload avviene con successo.
E’ logico comunque pensare che una conversione sia avvenuta anche in questo caso, perchè bitrate e dimensioni possono essere diverse da quelle scelte da YouTube.
Le (poche) prove che ho fatto caricando file FLV, finora sembrano convincenti in termini dii gap tra la qualità del filmato uploadato e quello effettivamente riprodotto, ma sull’upload di questo tipo di file mi riservo di scrivere un altro post.

I formati accettati
I formati accettati per l’upload, secondo le indicazioni di YouTube, sono .AVI, .MOV, .MPG e WMV.

Limitare il numero delle conversioni vuol dire limitare i danni
Quello che dobbiamo fare è creare un file pronto ad essere caricato su Youtube.

Un dato è certo: ogni conversione che effettua una compressione del file produce sempre un video di minore qualità rispetto a quello originale. Evitare le conversioni superflue significa quindi preservare la qualità dell’immagine. In ogni caso, almeno una conversione è inevitabile: quella che avviene sui server di YouTube.
Quindi, è praticamente sicuro, il nostro video perderà qualcosa comunque. Un primo, ovvio, suggerimento è quindi: ridurre (a zero, quando possibile) il numero di conversioni che portano il filmato originale ad essere pronto per l’upload.

Le giuste impostazioni
Ho ottenuto sempre risultati ottimali in termini di qualità del video riprodotto su YouTube. E penso che il motivo sia questo: ho sempre caricato file con il giusto bitrate, che tradotto significa: il file contiene la giusta quantità di informazioni per ogni secondo di filmato da riprodurre, che ancora più tradotto significa: il video che sto per caricare pesa poco, rispetto alla durata, e comunque si vede bene.

Le faq di YouTube suggeriscono di caricare file MPEG4, compressi con Divx o Xvid, con dimensioni 640×480 pixel. Suggeriscono inoltre di impostare il framerate a 30 fotogrammi al secondo.
Normalmente io ottengo un risultato apprezzabile creando un file .MOV compresso con H.264, con un bitrate di 768Kb al secondo, e impostando le dimensioni a 640×480. Rispetto al framerate, preferisco rimanere con i miei (europei) 25 fps e lasciare l’eventuale conversione del framerate ai server di YouTube.

Conversioni da file WMV
Riguardo al formato WMV, le faq precisano che i video che sono il risultato di una conversione da WMV ad altro formato, normalmente presentano una qualità di riproduzione peggiore: quindi, convertire un file da WMV in altro formato per poi effettuare l’upload sicuramente incide negativamente sulla resa finale del video su YouTube.
Nel caso in cui questa conversione sia necessaria (perchè per esempio possediamo un video WMV, con un elevato bitrate e tendenzialmente di dimensioni elevate), le faq suggeriscono effettuare la conversione in due diversi step: convertire il file in MPEG4 mantendo inalterata la risoluzione (in soldoni: le dimensioni) del video e successivamente ridurla a 320×240. A questo punto si può procedere con l’upload su YouTube.

Zero conversioni, se possibile
Se è fondamentale limitare il numero delle conversioni prima dell’upload, il video migliore sarà quello che proviene direttamente dal software di montaggio, esportato con quelle che ho chiamato le giuste impostazioni. Quindi: monto il video, ed esporto direttamente nel formato che io ritengo ottimale per YouTube. Non ci sono conversioni intermedie: il video nasce direttamente nel formato adatto.
Spesso però questo non è possibile: per esempio voglio caricare un video che non ho montato io; oppure nel mio montaggio è finito uno spezzone di un altro video già compresso.
Bisogna provare, e convertire il video, con un solo passaggio, nel formato che riteniamo ideale. Se il video di partenza ha un bitrate elevato (o comunque un’elevata qualità dell’immagine), questa conversione produrrà comunque un buon video, pronto per essere caricato su YouTube.

Un buon video?
Prima di procedere all’upload, guardiamo il video: al di là delle impostazioni, saranno i nostri occhi a dirci se quello che stiamo per caricare è un buon video. Può sembrare empirico e poco professionale, ed infatti lo è, ma ehi, stiamo caricando un video su Youtube, non stiamo stampando una pellicola per le sale cinematografiche! Se già a questo punto il video ci sembra di qualità scadente, inutile proseguire. Ricominciamo, e rieffettuiamo la stessa conversione, semplicemente aumentando il bitrate, mantenendo invariata la risoluzione (640×480). In questo modo otterremo un video con una qualità dell’immagine superiore.

Dopo l’upload
Se siamo convinti della qualità del nostro video possiamo finalmente effettuare l’upload. A questo punto viene la prova del fuoco: appena il video è disponibile, dobbiamo guardarlo, e verificare i danni causati dalla conversione avvenuta sui server di YoutTube. Se il risultato finale non ci convince, dovremo fare una nuova conversione sul video originale, con un bitrate più elevato, e quindi con una qualità d’immagine più alta.

Le giuste impostazioni e i software di compressione
E’ vero, il cuore pulsante della codifica è nel tipo di compressione che abbiamo scelto (Dvix o H.264, nel nostro caso). Ma una buona parte della conversione o dell’esportazione che effettuiamo dipende in realtà dalle capacità del software che stiamo utilizzando. I settaggi che io suggerisco per la conversione, e quelli proposti dalle faq di YouTube, nella maggior parte dei casi producono un video ottimale. Ma i software variano e con le stesse impostazioni, a partire dallo stesso video originale è possibile che il risultato della conversioni sia diverso a seconda del software usato.
Una buona idea può essere quella di esportare il video magari più volte per ognuno dei formati suggeriti, variando il bitrate, fare l’upload, fino a scoprire con quali impostazioni il nostro software produce il video che ci soddisfa maggiormente.

 

Ricapitolando:
Ogni conversione comporta una perdita di qualità: quindi la soluzione preferibile è esportare direttamente, con i parametri indicati, dal software di montaggio.

Quando questo non è possibile, l’ideale è effettuare un’unica conversione mirata a soddisfare le richieste di Youtube.

Le impostazioni suggerite da YouTube:
MPEG4, compressione Divx oXvid, risoluzione 640×480 , audio: MP3, framerate: 30 frames per secondo

Le mie impostazioni:
.MOV (quicktime), 640×480, compressione H.264, bitrate: 768Kbps. MP3 audio, 25 frame per secondo

Covertiamo il video originale. Se non ci convince, riproviamo, aumentando il bitrate.

Una volta fatto l’upload, verifichiamo il risultato: se non ci convince, riproviamo, facciamo una nuova conversione del filmato originale, aumentando il bitrate.

Video d’esempio
Qui trovi “Amore di mamma” (Adam Selo, sopt tv Elenfant Film) come esportato direttamente con Final Cut in .MOV (H.264, 800KB/s) Lo stesso video è stato caricato su Youtube: lo vedi qui, e la qualità resta comunque elevata.

Risorse:
Youtube help:
What video file formats can I upload?

What’s the best format to upload for high quality?
Wikipedia:
compressione video
bitrate
codec

Live video streaming e regia professionale

Posted by daniele on 01.23.08

Come fare una regia professionale per un live video streaming utilizzando strumenti on-line e possibilmente free?

Su Masternewmedia si trova una dettagliata descrizione delle funzionalità offerte da Mogulus e Ustream, utile per capire quale dei due servizi si adatta meglio alle nostre esigenze di broadcaster sul web.

Mi limito a sottolineare un’importante carenza di entrambi i servizi: l’impossibilità di gestire più telecamere connesse allo stesso computer. Un fatto che può essere anche “naturale” per Ustream, ma che invece impedisce a Mogulus di fare il salto di qualità (Mogulus consente per il momento di fare lo switch tra la camera di un broadcaster Mogulus e quella di un altro, quindi connesso con un altro pc).

Supponiamo di aver collegato al computer, oltre alla webcam, una telecamera via firewire, ed un’altra via usb. Purtroppo Mogulus, che si propone come soluzione per il broadcasting professionale, non ci permette di cambiare inquadratura, passando dalla firewire alla usb, alla webcam e via dicendo.

Ovviamente è possibile realizzare la regia su un mixer-video esterno e poi trasmettere con Ustream o Mogulus (come abbiamo fatto qui), ma se non si dispone dell’attrezzatura, o se si vuole fare tutto da un’unica postazione?

Per il momento, quando serve, io mi arrangio così: utilizzo un software che mi permette di fare il mixaggio video direttamente sul desktop e “raccoglie” il segnale dalle diverse camere per poi inviare a Mogulus o Ustream il flusso che io scelgo.

Ho adottato una soluzione gratuita: Camtwist, un programma per mac suggerito peraltro sul sito di Ustream (se conoscete qualcosa di meglio, segnalatemelo!).

Camtwist a sua volta presenta una serie di inconvenienti e in particolare non mostra in anteprima quello che i diversi devices stanno inquadrando, quindi se è possibile mi tocca spiare direttamente sul display della camera. Inoltre gestire le inquadrature con Camtwist, e tutto il resto (per esempio i titoli o i sottopancia) con Mogulus è veramente poco pratico. Evidentemente, Camtwist e altri software del genere sono più adatti a servizi come Ustream, dove a parte premere il tasto broadcast, non c’è molto altro da fare durante la diretta.

Di certo non si tratta di una regia comoda, e il risultato finale difficilmente potrà sembrare professionale.

Per questo motivo, utilizzo camtwist solo quando ho veramente bisogno di cambiare inquadratura, e quindi di utilizzare più di una telecamera. Ma siamo di nuovo al punto di partenza: come fare una regia professionale per un live-streaming utilizzando strumenti on-line e possibilmente free?