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	<title>daniele rollo &#187; Idee</title>
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	<description>Produzioni multimediali, interfacce, design</description>
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		<title>Flash e content management</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Oct 2008 21:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Webdesigner]]></category>
		<category><![CDATA[cms]]></category>
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		<description><![CDATA[Siti internet realizzati interamente in flash: tra le tante perplessità, le difficoltà di aggiornamento dei contenuti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="mainimg" title="the-flash" src="http://www.danielerollo.com/wp-content/uploads/the-flash.jpg" alt="" width="400" height="64" /></p>
<p>Eric Holter pubblica un post  su Agency Critique dal titolo abbastanza esplicito:<strong> Agency Website Gaffes: #3. Flash</strong>. Già in passato su questo blog avevo espresso le mie perplessità sulla validità di Flash per realizzare interi siti internet, soprattutto dal punto di vista SEO. Ovviamente la difficoltà con  cui i motori di ricerca indicizzano i  contenuti flash è anche al centro del post di Holter, ma questa volta, tra i tanti svantaggi che Ageny Critique ricorda mi preme sottolineare l&#8217;aspetto del content management e dell&#8217;aggiornamento delle pagine:</p>
<blockquote><p>Flash a volte viene utilizzato non perchè è la migliore piattaforma per il sito, ma perchè è lo strumento che il designer padroneggia meglio.  Cosa che si traduce presumbilmente in un CMS povero, e quindi in meno update sui contenuti.</p></blockquote>
<p>Ed in effetti &#8211; aggiungo io &#8211; molte volte chi si ritrova un <em>mirabolante</em> sito in flash è orgoglioso del suo sito, ma capita anche che qualcuno si lamenti della difficoltà con cui riesce ad aggiornarlo.<br />
Il post di Holter continua ipotizzando le ragioni per cui le webagency preferiscono proporre Flash ai loro clienti, vale la pena leggerlo: <a href="http://agencycritique.com/blog/agency-website-mistakes-flash/">Agency Website Gaffes: #3. Flash</a></p>
<p>(A questo punto <strong>devo</strong> dirlo: <em>se c&#8217;è qualcosa che non sopporto nella vita</em> sono i blog in flash).</p>
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		<title>Lezioni di Webdesign</title>
		<link>http://www.danielerollo.com/lezioni-di-webdesign/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Apr 2008 11:21:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
		<category><![CDATA[Segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Webdesigner]]></category>
		<category><![CDATA[]]></category>
		<category><![CDATA[webdesign]]></category>

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		<description><![CDATA[Imparare dagli altri professionisti, studiare come lavorano i "maestri" e i concorrenti, è  una parte fondamentale del lavoro del Webdesigner. Sixrevision ha raccolto in unico articolo undici "lezioni" tratte dai post di altrettanti esperti di Webdesign.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.danielerollo.com/wp-content/uploads/webdev.jpg" alt="web designer rss" class="mainimg" /></p>
<p>Imparare dagli altri professionisti, studiare come lavorano i &#8220;maestri&#8221; è a mio avviso una parte fondamentale del lavoro del Webdesigner. Se mi chiedessero qual&#8217;è il primo strumento di chi fa questo mestiere risponderei il feed-reader.</p>
<p><a href="http://sixrevisions.com">Sixrevision</a>, partendo da una considerazione simile, ha raccolto in unico articolo undici &#8220;lezioni&#8221; tratte dai post di altrettanti esperti   di Webdesign. Si va dalla citazione tratte da Jackob Nielsen ovviamente in tema di Usabilità, fino a quella di Roger Johansson (Barea Street) sull&#8217;opportunità di presentarsi/considerarsi  Web-designer o Web-developer (evidentemente questo non è un problema soltanto dei più &#8220;giovani&#8221;&#8230;): una collezione di citazioni e sopratutto link ad articoli e post che &#8211; se non l&#8217;avete già fatto &#8211; vale veramente la pena di leggere.</p>
<p>La mia preferita è quella tratta da un pezzo di <a href="http://www.alistapart.com/articles/learntowrite">Derek Powazek, su A list apart:</a></p>
<blockquote><p>It’s time we designers stop thinking of ourselves as merely pixel people, and start thinking of ourselves as the creators of experiences. And when it comes to experience on the web, there’s no better way to create it than to write, and write well.</p></blockquote>
<p>Link: <a href="http://sixrevisions.com/web_design/11-inspiring-lessons-from-web-design-experts">11 Inspiring Lessons from Web Design Experts</a></p>
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		<title>Questioni tecniche e giuridiche a proposito del peer-to-peer</title>
		<link>http://www.danielerollo.com/questioni-tecniche-e-giuridiche-a-proposito-del-peer-to-peer/</link>
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		<pubDate>Tue, 22 Jan 2008 23:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>daniele</dc:creator>
				<category><![CDATA[Idee]]></category>
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		<category><![CDATA[download]]></category>
		<category><![CDATA[download illegale]]></category>
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		<description><![CDATA[Quattro persone, denunciate per aver scaricato e condiviso a scopo di lucro opere protette dal diritto d&#8217;autore, rischiano multe milionarie.
In questo articolo su Repubblica si legge anche che il file sharing di opere di cui non si detengono i diritti è punito dalla normativa italiana anche se non avviene a scopo di lucro.
In paricolare secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quattro persone, denunciate per aver scaricato e condiviso a scopo di lucro opere protette dal diritto d&#8217;autore, rischiano multe milionarie.<br />
In questo articolo su Repubblica si legge anche che il file sharing di opere di cui non si detengono i diritti è punito dalla normativa italiana anche se non avviene a scopo di lucro.<br />
In paricolare secondo la legge sul diritto d&#8217;autore (Legge 633/1941) :</p>
<p>chi scarica semplicemente rischia una sanzione amministrativa di 154 euro in base all&#8217;art 174 ter;</p>
<p>chi condivide (in termini giuridici si chiama &#8220;abusiva immissione&#8221;) senza alcun specifico fine commette un reato punibile con la multa fino a 2.065 euro e le sanzioni amministrative accessorie (un minimo di 103 euro per ogni file condiviso abusivamente).</p>
<p>Ma come funzionano i software (client) per la condivisione peer-to-peer?</p>
<p>Quando effettuiamo una ricerca con Emule per esempio, il server a cui Emule è connesso restituisce una lista di file corrispondenti alla nostra ricerca. Questi file non si trovano sul server, ma nel disco rigido di altri utenti che come noi sono connessi alla rete di file sharing che stiamo utilizzando e a loro volta utilizzano un client per condividere i file su questa rete. Quando avviamo il download, il nostro client scarica parti diverse dello stesso file dal disco di utenti diversi. Non solo: una parte del file può essere scaricata anche da un utente che non possiede quel file per intero, perchè per esempio non ha ancora ultimato il download.</p>
<p>Come si legge su Edonkey2000:</p>
<p>Il Client Z ha tutte le parti del File 1.<br />
I Client W,X e Y vogliono tutti scaricare il File 1. Poiché i Client X e Y hanno parti diverse del File 1 possono non solo ottenere il file da Z, ma anche cominciare ad inviarsi parti di files tra di loro. Questo consente al file di diffondersi in modo molto più veloce senza usare solo la banda del Client Z. Il Client W può cominciare a scaricare il file anche se la fonte del file ( Client Z ) non ha più banda sufficiente per inviare il file.</p>
<p>Per questo motivo mentre effettuiamo un download molto probabilmente abbiamo cominciato un upload: una parte (di quella parte) del file che stiamo scaricando è stata probabilmente richiesta da un altro utente. Mentre noi scarichiamo una parte del file da Z, l&#8217;utente Y ha cominciato a scaricarne una da noi.</p>
<p>La condivisione è praticamente automatica, e inizia insieme al download.</p>
<p>Se pure, quando abbiamo finito di scaricarlo, togliamo il file dalla cartella in cui si trovano i file da condividere, lo abbiamo già condiviso per tutto il tempo necessario a completare il download.</p>
<p>La norma che punisce chi scarica semplicemente con una sanzione amministrativa di 154 euro a chi può essere applicata?<br />
Nel momento in cui qualcuno inizia a scaricare un file, e quindi inizia a condividerlo, rientra automaticamente nell&#8217;altra norma, quella della abusiva immissione, e di conseguenza commette un reato punibile con la multa fino a 2.065 euro e le sanzioni amministrative accessorie?<br />
Qualcuno di voi sa rispondere a queste domande?</p>
<p>Resta ancora una possibilità, comunque: configurare se possibile il client in maniera da impedire l&#8217;upload. Limitarsi al download, senza nessuna condivisione dei file (e delle parti di file) che risiedono nel nostro hard disk. Non saremmo ancora nella legalità (l&#8217;opera sarebbe sempre protetta dal diritto d&#8217;autore), ma rischieremmo soltanto una sanzione di 154 euro.</p>
<p>A livello di sistema, sarebbe un&#8217;ecatombe. Se tutti si comportassero in questo modo, alla lunga, non ci sarebbero più file in condivisione, e non avrebbe senso parlare di file-sharing.<br />
È questo il fine ultimo, la ratio, come si dice, della norma?<br />
Può essere, d&#8217;altronde il file-sharing di opere protette è un comportamento illegale, e in qualche modo l&#8217;obiettivo della legge sarebbe proprio quello di estirpare una pratica illegale.<br />
A  proposito delle sanzioni abnormi, e del fatto che possano in alcuni casi essere applicate tanto a chi ci guadagna, tanto a chi invece scarica senza fini di lucro, Daniele Minotti parla di norma folle e legge demenziale.<br />
Riformare e razionalizzare le norme sulle sanzioni renderebbe sicuramente la legge più efficace, certo. Ma è questo che vogliamo?<br />
Oppure abbiamo bisogno di una legge che prenda atto di un costume, e lo inquadri all&#8217;interno di una normativa chiara il cui intento non sia quello di estirpare un&#8217;erbaccia, quanto piuttosto quello di definire i limiti di una risorsa tecnologica potentissima, un medium che può danneggiare alcuni, ma contribuisce alla crescita  &#8211; pardon &#8211; culturale di molti?</p>
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