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Video interlacciato o progressivo? Differenze e soluzioni per i media digitali

Posted by daniele on 05.21.08

interlacciato

Praticamente tutti coloro che si occupano di video, in qualsiasi modo, a qualsiasi livello, si imbattono sin da subito in quella che a molti sembra la più micidiale delle domande: progressivo o interlacciato? Se sei qui perchè ti ci ha portato lo zio google, probabilmente è il tuo caso…

Quello che segue è il primo di una serie di post dedicati a questo tema. Per il momento mi limiterò a un po’ di sana teoria, un articolo abbastanza lungo, ma che come al solito farà piacere a tutti quelli che vogliono capire quello che fanno, mentre lo fanno…

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Importare MP4 (h264) in Adobe Premiere

Posted by daniele on 04.22.08

Premiere Quicktime

Adobe Premiere non importa video in formato MP4. Questo tipo di file è quello più diffuso per la codifica MPEG4 parte2, detta H264 (insieme al .MOV quicktime). Premiere non supporta questi filmati perchè si tratta di un formato decisamente compresso, e adatto più alla pubblicazione di un video che all’editing con strumenti professionali. Cionondimeno, può capitare di dover lavorare su questo tipo di file. Peraltro non sono pochi gli utilizzatori di videocamere consumer, che spessissimo registrano in questo formato, per scopi professionali.

La soluzione secondo me più semplice è installare Quicktime player e fare l’upgrade a Quicktime pro. Fatto questo le funzionalità PRO del player della mela saranno attive. Apriamo il video MP4 in quicktime > salva con nome: da filmato a filmato quicktime. In pochi secondi quello che otterremo sarà un file quicktime .MOV, importabile in Adobe Premiere. Se ancora non dovesse funzionare, tutto può essere – purtroppo… - possiamo utilizzare Quicktime per convertire il file originale in un file .AVI compresso DV PAL: un video che Premiere non potrà rifiutare.

Link: Adobe Premiere CS3 – File formats supported for import

Convertire un video per youtube: sei utili suggerimenti

Posted by daniele on 04.07.08

youtube home

Da quando su youtube è stata introdotta la possibilità di vedere il video in “qualità migliore”, opzione che dipende dalla effettiva qualità del filmato caricato su Youtube, ogni dettaglio dell’esportazione del nostro video diventa importante.

Ellingtonmedia offre sei suggerimenti sull’esportazione o la conversione del nostro video, in modo da aumentare la qualità finale del video visibile su youtube. Vediamoli insieme:

  • Cominciare sempre dal video nel formato migliore possibile.
  • Comprimere il video usando il codec H.264.
  • Ridimensionare il video a 320×240 px.
  • Deinterlacciare sempre il video.
  • In caso di video con aspect ratio 16:9, usare le bande (letterbox).
  • Sfruttare la mggior parte possibile dei cento megabyte che Youtube ci mette a disposizione.

Condivido pienamente tutti e sei i suggerimenti, fuorchè il terzo, quello del resize a 320×240. In un momento in cui le soluzioni tecnologiche spingono verso una qualità sempre migliore del filmato, e la stessa Youtube permette una visualizzazione in Higher quality per i video “migliori” può essere controproducente ridimensionare il fotogramma, per evitare che il resize venga effettuato dai server di youtube. Su questo punto allora meglio attenersi alle faq, 640×480, e – in fin dei conti – scegliere una risoluzione decisamente migliore.

Poi non dite che non ve l’avevo detto!

Link: 6 tips for High Quality Youtube Video.

Filmati Flash SWF e video in formato FLV: una panoramica

Posted by daniele on 03.20.08

Visto che in alcuni commenti ai post precedenti è emersa una certa confusione riguardo ai video in formato Flash che si trovano in rete, ho deciso di scrivere un breve post che sicuramente non dirà nulla di nuovo a chi già si occupa di video per il web, ma che invece può chiarire qualche dubbio ai meno esperti.

flash gordon

I video che vediamo sulle piattaforme di video sharing, e che troviamo nella maggior parte dei siti web, sono video in formato FLV.
FLV è un formato proprietario Adobe, ed è di fatto lo standard per la distribuzione dei video sul web.
Per poter inserire questo tipo di video all’interno di una pagina web è necessario un player SWF.
SWF è il formato dei video interattivi prodotti utilizzando Adobe Flash. In questo caso la tecnologia SWF serve a creare un contenitore in grado di riprodurre e controllare il flusso video FLV. Per creare un player quini per video FLV è necessario utilizzare Adobe Flash, mentre in rete non mancano anche player già pronti ed open source.

La visualizzazione del filmato FLV su un qualsiasi browser dipende quindi innanzitutto dalla possibilità di visualiizare il player SWF. Per poter visualizzare un qualsiasi file SWF su un browser, è necessario che sia installato il plugin Flash Player di Adobe. A seconda della versione di Flash utilizzata per creare il filmato SWF e delle caratteristiche del file, è necessario aver installato una versione più o meno recente del (plugin) Flash Player.

Ricapitolando: il video (FLV) viene riprodotto da un player (SWF) all’interno di un browser in cui è installato il giusto plugin (Adobe Flash player). Ma non è finita.

Il video FLV è un flusso di informazioni ovviamente codificate. La codifica originaria dei video FLV era una variante di H.263, realizzata da Sorenson. Da qualche mese i video FLV possono essere codificati anche con la potente H.264 (mpeg-4 parte 2). Quindi è possibile trovare file FLV codificati in maniera diversa. Si tratta di una differenza non da poco: incide ovviamente sulla qualità e sul bitrate del video da riprodurre, ma anche sui requisiti di sistema necessari a riprodurre il video. Se la codifica Sorenson è supportata da flash player a partire dalla versione 6, la codifica H.264 è supportata solo nelle ultime release della versione 9.

In rete quindi, oltre alle applicazioni desktop per riprodurre i video offline, possiamo trovare:

  • Player swf realizzati allo scopo di riprodurre video flv. [post]
  • Script per una corretta visualizzazione dei filmati Swf. [Post qui e qui]
  • E infine encoder per convertire video in altri formati proprio in FLV [post].

LightWindow 2: animazioni ed effetti grafici per aprire modal window

Posted by daniele on 03.11.08


Creative Commons License photo credit: combust
Lightwindow utilizza Scriptaculous e Prototype per associare trasparenze e animazioni all’apertura di una finestra. Con un semplice link, possiamo visualizzare all’interno di un box (modal window) risorse come pdf, video, filmati youtube, swf e addirittura pagine web esterne.Una modal window è una finestra con la quale l’utente deve interagire per poter ritornare alla finestra madre. Si trovano diversi script che permettono di associare ad un semplice link l’apertura di modal window con una particolare animazione e picevoli effetti grafici.Se non hai capito di cosa sto parlando, clicca qui per favore (non funziona nel feed reader).Questo tipo di finestre sono molto utili quando si vuole fare riferimento a una risorsa specifica, come un’immagine, una galleria di immagini o un video, un contenuto multimediale, o anche un form (pensa al login form di technorati), piuttosto che ad una vera e propria pagina. Nei limitati casi in cui è logico, utile e corretto farlo, possiamo utilzzare una modal window anche per aprire delle pagine web esterne, senza che l’utente abbandoni la navigazione del nostro sito.Inserire questo tipo di effetto nel nostro sito è molto semplice. In questa piccola guida utilizzeremo Lightwindow 2 che sfrutta la potenza di due librerie come Scriptaculous e Prototype.Tutto il necessario è contenuto nel pacchetto lightwindow.zip .includiamo i file javascript e il foglio di stile all’interno delle pagine in cui vogliamo utilizzare lightwindow.

<script type="text/javascript" src="javascript/prototype.js"></script>
<script type="text/javascript" src="javascript/scriptaculous.js?load=effects"></script><script type="text/javascript" src="javascript/lightwindow.js"></script>
<link rel="stylesheet" href="css/lightwindow.css" type="text/css" media="screen" />

A questo punto ogni link della pagina potrebbe aprirsi in un box: sarà sufficiente impostare la classe “lightwindow” per il tag a:

<a href="URLdellaRISORSA" class="lightwindow">Link</a>

Possiamo indicare una serie di parametri per personalizzare la finestra che andrà ad aprirsi. CAPTION e TITLE saranno a loro volta evidenziati nel box, che potrà avere la posizione sullo schermo, la larghezza e l’altezza che di volta in volta preferiamo. Per personalizzare ulteriormente l’aspetto grafico, è possibile comunque intervenire sul foglio di stile.Trovi tutti i dettagli sul sito dell’autore.

<a href="URLdellaRISORSA" class="lightwindow" title="un titolo per la finestra" caption="una breve descrizione"
params="lightwindow_width=516,lightwindow_height=530">Link</a>

Lightwindow 2 permette di aprire in questo modo per esempio immagini, gallerie, pagine web, filmati quicktime, filmati youtube swf e file pdf.Grazie al plugin di Mockersubat, Lightwindow è utilizzabile senza troppi problemi anche su wordpress.
Una volta installato e attivato il plugin, potremo utilizzare anche in wordpress la classe lightwindow, nel modo che abbiamo appena visto, per tutti i nostri link.Puoi anche provare…
lightbox
shadowbox
… o leggere:modal window su wikipedia

[update 08-05-2008]
Nei commenti a questo post, Ciby, un utente che ha avuto problemi a far funzionare correttamente Lightwindow su iE, segnala un utile link al forum di Lightwindow: occhio al doctype e ai nomi dei div!

Google penalizza i siti in cui compaiono tecniche di CSS image replacement?

Posted by daniele on 02.21.08

Le tecniche di image replacement sono numerose e molto diffuse tra i webdesigner. Permettono di visualizzare un’immagine all’interno di un’elemento della pagina web, mentre per quel’elemento nel codice html è scritto semplice testo.
Il vantaggio è duplice: si guadagna in estetica e non si perde niente in termini di indicizzazione da parte dei motori di ricerca.

Proprio su questa ultima considerazione è necessario fare molta attenzione, e leggere i suggerimenti di google ai webmaster a proposito di Hidden text and links.

Hiding text or links in your content can cause your site to be perceived as untrustworthy since it presents information to search engines differently than to visitors.
[...]
If your site is perceived to contain hidden text and links that are deceptive in intent, your site may be removed from the Google index, and will not appear in search results pages.

In sintesi, testo e link nascosti offrono contenuti diversi ai visitatori e ai motori di ricerca. I siti che ne fanno uso rischiano di non essere indicizzati e non comparire tra i risultati delle ricerche.
La possibilità che Google punisca una pratica diffusissima, e soprattutto standard compliant, per l’uso scorretto che se ne può fare in chiave SEO, ha ovviamente suscitato un mare di domande dubbi e obiezioni, che spesso e volentieri non hanno trovato risposta.
In questo mare nero, i webdesigner preoccupati trovano fortunatamente un paio di autorevoli appigli che fanno sperare bene: innanzitutto 456 barea street riporta un commento in cui Matt Cutts (quality group google) fa notare come i siti colpevoli non vengano individuati tramite un algoritmo; 456bs conclude che quindi la penalizzazione avviene a seguito di una valutazione umana. E quindi i quality rater, aggiungo io, non dovrebbero avere difficoltà a capire gli intenti per cui i è realizzato un Image replacement. Buone notizie quindi, soltanto un po’ datate: il post è di due anni fa, un’eternità.
La discussione si riaccende a metà dell’anno scorso in seguito all’aggiornamento delle linee guida per Webmaster da parte di Google.
In questo thread si trova la risposta che dovrebbe tranquillizzare chi usa tecniche di image replacement; proprio qui commenta infatti Susan Moskwa, (Webmaster central blog di Google):

if your intent is purely to improve the visual user experience (e.g. by replacing some text with a fancier image of that same text), you don’t need to worry

Moskwa inoltre fa un discorso più generico e rassicurante. In sintesi, solo se nel sito compaiono altre tecniche sconsigliate o vietate da google, allora l’utilizzo dell’Image replacement si aggiunge a questi elementi, e può contribuire alla penalizzazione. Quindi:

If you’re running a perfectly legitimate site, you don’t need to worry about it.

Sono considerazioni che tranquillizzano, ma se tra le nostre priorità c’è il buon posizionamento su Google, sarà meglio fare un uso moderato del replacement, visto che le linee guida lo sconsigliano esplicitamente.

Crazy Marketing Network

Posted by daniele on 02.18.08

Da oggi questo blog fa parte di Crazy Marketing Network. Una rete di appassionati e/o esperti di comunicazione, web, advertising, marketing e marketing non convenzionale. Un network di persone che ogni giorno si occupano di argomenti affini che grazie alla rete guadagnano visibiltà e che nella rete trovano uno strumento (mille strumenti: quelli della conversazione sul web!) in più per mettersi in contatto, comunicare, dialogare e discutere.

Ne fanno parte:

Live video streming dal cellulare direttamente su Mogulus usando Qik

Posted by daniele on 02.08.08

qik

Gli utenti Mogulus adesso possono trasmettere live sul loro canale usando il cellulare. Questo grazie all’integrazione di Mogulus con Qik, piattaforma per chi vuole fare streaming live da cellulare via umts o wifi.
Per usare Qik non è sufficiente registrarsi, il servizio è ancora in fase alfa chiusa, per cui l’attivazione dell’account avviene solo su invito. Chi però ha un account Mogulus può ottenere subito l’invito (tutte le istruzioni sono qui) e cominciare a usare Qik eventualmente trasmettendo sul proprio canale Mogulus.
Una volta attivato Qik e fatto il setup del cellulare, tra le opzioni del proprio profilo dovrebbe comparire la possibilità di inviare direttamente il flusso anche al canale Mogulus.
Quando lo avrò provato a dovere, vi aggiornerò nei dettagli, nel frattempo mi sembra di poter dire che la qualità delle dirette Qik tutto sommato è buona, a parte qualche interruzione dovuta a problemi di segnale.

Maggiori dettagli sul blog di Mogulus e su quello di Qik.