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Archive for January, 2008

Rianimare l’ipod con la Tecnica Fonzie

Posted by daniele on 01.23.08

Se l’Ipod si blocca, c’è un modo molto semplice per resettarlo: basta premere il tasto centrale e il tasto menu contemporaneamente per 4 o 5 secondi.

È una procedura che normalmente funziona. Ma capita a volte che neanche questo reset “convenzionale” sia in grado di riportare in vita il nostro meraviglioso gingillo. Lì per molti cominciano drammi psicodrammi e paranoie da Ipod incistato fuori garanzia. Il nostro caro Ipod.

Ebbene, A day in the life suggerisce una tecnica, molto, molto antica, quella dei punti vitali, o Tecnica Fonzie.
Effettuare una pressione con i polpastrelli sull’Ipod, tra la rotella e lo schermo, qui:


Sembra incredibile, ma “poi funziona né più né meno del mitico juke box di Happy Days”.

Wordpress come CMS: Search-unleashed, un plugin per estendere la ricerca alle pagine

Posted by daniele on 01.23.08

Se si effettua una ricerca in un blog/sito realizzato con Wordpress, utilizzando il motore di ricerca interno del blog, si vedrà come dai results vengono escluse le PAGINE, mentre sono visualizzate tutte le occorenze all’interno dei singoli post. Questo limite di Wordpress è comprensibile, visto che è e resta una piattaforma di blogging.
È un limite però grave se comunque lo utilizziamo per realizzare e gestire un sito web che non è un weblog. In questo caso non è pensabile che le pagine siano escluse dai risultati della ricerca.
La soluzione, come spesso accade è in un plugin (che ci aiuta a piegare ancora Wordpress alle nostre esigenze di webmaster…): si chiama search-unleashed ed è stato realizzato da John Godley.

Ecco le principali caratteristiche di Search-unleashed (come riportate sul sito dell’autore):

  • ricerca full-text estesa a wildcards e operazioni logiche;
  • ricerca su post, pagine, commenti, titoli, url, tag e metadati;
  • ricerca sui dati così come vengono elaborati dagli altri plugins;
  • evidenziazione delle parole nella serp;
  • evidenziazione delle parole anche se la ricerca è stata effettuata su motori di ricerca come google o yahoo;
  • visualizzazione delle informazioni contestuali, non solo di un estratto del post;
  • registrazione delle ricerche effettuare in un log visualizzabile nel pannello di controllo;
  • possibilità di escludere alcune pagine o post dai risultati della ricerca;
  • compatibilità con WP-Cache;
  • compatibilità da WordPress 2.0.5 a 2.3;
  • nessun cambiamento richiesto al tema.

Aggiungo che si tratta di un plugin altamente configurabile, attraverso un comodo pannello di controllo, e i risultati della ricerca vengono normalmente visualizzati da Wordpress attraverso il template impostato nella pagina search.php

Convertire un video AVI, MPEG, WMV o Quicktime in formato FLV

Posted by daniele on 01.23.08

Come convertire un file AVI, MPEG, WMV, Quicktime etc.., in un filmato FLV?
Sul mercato esistono diversi software adatti allo scopo, ma se non abbiamo esigenze particolari non sarà difficile trovare una soluzione free. Io uso FFmpegx (su Mac) e Riva FLV encoder o Super© (su Windows).
Riva converte il file in FLV, ma non permette di convertire file FLV in altri formati. Per questo tipo di conversione dovremmo utilizzare FFmpegX o Super©.

In tutti e tre i software potremo impostare i parametri fondamentali del file FLV che vogliamo produrre: tra questi bitrate e dimensioni (nel senso di altezza e larghezza del video) sono fondamentali.
Se dobbiamo produrre un FLV con dimensioni 320×240, potremo anche accontentarci di un bitrate di 512 kbps: il risultato è accettabile, ma la qualità immagine è decisamente migliore se impostiamo il bitrate a 768kbps. Quest’ultimo valore risulta valido anche per video di dimensioni maggiori: con un video di dimensioni 480×360 per esempio, un FLV con bitrate a 768kbps restituisce una discreta qualità immagine. Anche in questo caso otterremo sensibili miglioramenti aumentando il bitrate.

La scelta del bitrate è fondamentale perchè per definizione è quella che incide sulla qualità dell’immagine, sulla dimensione complessiva del file (nel senso di spazio sul disco), e sulla velocità con cui chi lo guarda riuscirà a caricarlo. Diminuire il bitrate significa tendenzialmente rinunciare alla qualità in favore della dimesione e della velocità di caricamento: quali sono le nostre esigenze? Abbiamo poco spazio sul server, o poca banda? Desideriamo che i nostri utenti carichino il filmato in un lampo? Abbassiamo il bitrate.
La nostra unica esigenza è quella di avere un video che si vede da dio? Impostiamo un elevato bitrate.

Normalmente si tratterà di trovare il giusto equilibrio tra queste esigenze e i valori che vi ho suggerito sopra sono quelli che normalmente hanno soddisfatto le mie di esigenze. Se il risultato che ottienete con queste impostazioni non vi convince, fate delle prove finchè non avrete trovato la combinazione tra dimensioni e bitrate che più vi soddisfa.

Un’ultima cosa: una volta esportato, il video FLV magari volete anche vederlo… ci vuole un player: su Win va benissimo il player FLV compreso nel pacchetto RIVA, su Mac io uso la versione free di SWF&FLV Player.

Link:
Riva Flv Encoder/player
SUPER ©
FFmpegX

SWF&FLV Player

Il formato migliore per l’upload di un video su YouTube

Posted by daniele on 01.23.08

Problemi con i video caricati su YouTube? Per caso “si vedono male?”. Per caso “ci mette troppo tempo a caricare?”. Questo post ti aiuterà a risolvere questo tipo di problemi e magari capire cosa e perchè sbagliavi. Se non ti interessa capire, oppure il tuo capo potrebbe arrivare da un momento all’altro e sorprenderti mentre leggi su Rollino quale sia il formato migliore per l’upload di un video su YouTube, ponendo definitivamente fine alle tue speranze di caricare video decenti sul tuo account YouTube, alla fine del post trovi direttamente una breve sintesi di quello che devi fare. Altrimenti, se il tuo cervello ha fame di sapere, oppure il tuo capo è in ferie, oppure il capo sei tu, puoi cominciare a leggere.


Iniziamo dalla fine: Il formato finale
il video che viene riprodotto dal player di YouTube è in formato Flash Video, FLV. Quando un file video viene uploadato, i server di YouTube effettuano una conversione: il file caricato viene convertito in un file FLV con determinate caratteristiche (bitrate, dimensioni…).

Caricare un file FLV?
Se guardiamo nelle faq di YouTube, il formato FLV, benchè sia il formato del file che effettivamente verrà riprodotto, non compare tra quelli che l’utente può uploadare. Ciononostante se al momento di scegliere il file, ne selezioniamo uno in formato FLV, l’upload avviene con successo.
E’ logico comunque pensare che una conversione sia avvenuta anche in questo caso, perchè bitrate e dimensioni possono essere diverse da quelle scelte da YouTube.
Le (poche) prove che ho fatto caricando file FLV, finora sembrano convincenti in termini dii gap tra la qualità del filmato uploadato e quello effettivamente riprodotto, ma sull’upload di questo tipo di file mi riservo di scrivere un altro post.

I formati accettati
I formati accettati per l’upload, secondo le indicazioni di YouTube, sono .AVI, .MOV, .MPG e WMV.

Limitare il numero delle conversioni vuol dire limitare i danni
Quello che dobbiamo fare è creare un file pronto ad essere caricato su Youtube.

Un dato è certo: ogni conversione che effettua una compressione del file produce sempre un video di minore qualità rispetto a quello originale. Evitare le conversioni superflue significa quindi preservare la qualità dell’immagine. In ogni caso, almeno una conversione è inevitabile: quella che avviene sui server di YouTube.
Quindi, è praticamente sicuro, il nostro video perderà qualcosa comunque. Un primo, ovvio, suggerimento è quindi: ridurre (a zero, quando possibile) il numero di conversioni che portano il filmato originale ad essere pronto per l’upload.

Le giuste impostazioni
Ho ottenuto sempre risultati ottimali in termini di qualità del video riprodotto su YouTube. E penso che il motivo sia questo: ho sempre caricato file con il giusto bitrate, che tradotto significa: il file contiene la giusta quantità di informazioni per ogni secondo di filmato da riprodurre, che ancora più tradotto significa: il video che sto per caricare pesa poco, rispetto alla durata, e comunque si vede bene.

Le faq di YouTube suggeriscono di caricare file MPEG4, compressi con Divx o Xvid, con dimensioni 640×480 pixel. Suggeriscono inoltre di impostare il framerate a 30 fotogrammi al secondo.
Normalmente io ottengo un risultato apprezzabile creando un file .MOV compresso con H.264, con un bitrate di 768Kb al secondo, e impostando le dimensioni a 640×480. Rispetto al framerate, preferisco rimanere con i miei (europei) 25 fps e lasciare l’eventuale conversione del framerate ai server di YouTube.

Conversioni da file WMV
Riguardo al formato WMV, le faq precisano che i video che sono il risultato di una conversione da WMV ad altro formato, normalmente presentano una qualità di riproduzione peggiore: quindi, convertire un file da WMV in altro formato per poi effettuare l’upload sicuramente incide negativamente sulla resa finale del video su YouTube.
Nel caso in cui questa conversione sia necessaria (perchè per esempio possediamo un video WMV, con un elevato bitrate e tendenzialmente di dimensioni elevate), le faq suggeriscono effettuare la conversione in due diversi step: convertire il file in MPEG4 mantendo inalterata la risoluzione (in soldoni: le dimensioni) del video e successivamente ridurla a 320×240. A questo punto si può procedere con l’upload su YouTube.

Zero conversioni, se possibile
Se è fondamentale limitare il numero delle conversioni prima dell’upload, il video migliore sarà quello che proviene direttamente dal software di montaggio, esportato con quelle che ho chiamato le giuste impostazioni. Quindi: monto il video, ed esporto direttamente nel formato che io ritengo ottimale per YouTube. Non ci sono conversioni intermedie: il video nasce direttamente nel formato adatto.
Spesso però questo non è possibile: per esempio voglio caricare un video che non ho montato io; oppure nel mio montaggio è finito uno spezzone di un altro video già compresso.
Bisogna provare, e convertire il video, con un solo passaggio, nel formato che riteniamo ideale. Se il video di partenza ha un bitrate elevato (o comunque un’elevata qualità dell’immagine), questa conversione produrrà comunque un buon video, pronto per essere caricato su YouTube.

Un buon video?
Prima di procedere all’upload, guardiamo il video: al di là delle impostazioni, saranno i nostri occhi a dirci se quello che stiamo per caricare è un buon video. Può sembrare empirico e poco professionale, ed infatti lo è, ma ehi, stiamo caricando un video su Youtube, non stiamo stampando una pellicola per le sale cinematografiche! Se già a questo punto il video ci sembra di qualità scadente, inutile proseguire. Ricominciamo, e rieffettuiamo la stessa conversione, semplicemente aumentando il bitrate, mantenendo invariata la risoluzione (640×480). In questo modo otterremo un video con una qualità dell’immagine superiore.

Dopo l’upload
Se siamo convinti della qualità del nostro video possiamo finalmente effettuare l’upload. A questo punto viene la prova del fuoco: appena il video è disponibile, dobbiamo guardarlo, e verificare i danni causati dalla conversione avvenuta sui server di YoutTube. Se il risultato finale non ci convince, dovremo fare una nuova conversione sul video originale, con un bitrate più elevato, e quindi con una qualità d’immagine più alta.

Le giuste impostazioni e i software di compressione
E’ vero, il cuore pulsante della codifica è nel tipo di compressione che abbiamo scelto (Dvix o H.264, nel nostro caso). Ma una buona parte della conversione o dell’esportazione che effettuiamo dipende in realtà dalle capacità del software che stiamo utilizzando. I settaggi che io suggerisco per la conversione, e quelli proposti dalle faq di YouTube, nella maggior parte dei casi producono un video ottimale. Ma i software variano e con le stesse impostazioni, a partire dallo stesso video originale è possibile che il risultato della conversioni sia diverso a seconda del software usato.
Una buona idea può essere quella di esportare il video magari più volte per ognuno dei formati suggeriti, variando il bitrate, fare l’upload, fino a scoprire con quali impostazioni il nostro software produce il video che ci soddisfa maggiormente.

 

Ricapitolando:
Ogni conversione comporta una perdita di qualità: quindi la soluzione preferibile è esportare direttamente, con i parametri indicati, dal software di montaggio.

Quando questo non è possibile, l’ideale è effettuare un’unica conversione mirata a soddisfare le richieste di Youtube.

Le impostazioni suggerite da YouTube:
MPEG4, compressione Divx oXvid, risoluzione 640×480 , audio: MP3, framerate: 30 frames per secondo

Le mie impostazioni:
.MOV (quicktime), 640×480, compressione H.264, bitrate: 768Kbps. MP3 audio, 25 frame per secondo

Covertiamo il video originale. Se non ci convince, riproviamo, aumentando il bitrate.

Una volta fatto l’upload, verifichiamo il risultato: se non ci convince, riproviamo, facciamo una nuova conversione del filmato originale, aumentando il bitrate.

Video d’esempio
Qui trovi “Amore di mamma” (Adam Selo, sopt tv Elenfant Film) come esportato direttamente con Final Cut in .MOV (H.264, 800KB/s) Lo stesso video è stato caricato su Youtube: lo vedi qui, e la qualità resta comunque elevata.

Risorse:
Youtube help:
What video file formats can I upload?

What’s the best format to upload for high quality?
Wikipedia:
compressione video
bitrate
codec

Eliminare i graffi dall’Ipod con la tecnica Tarzan

Posted by daniele on 01.23.08

Dopo le istruzioni per resettare l’Ipod con la tecnica Fonzie (dalla data della pubblicazione del post vi assicuro che ho avuto ulteriori riscontri: la tecnica Fonzie funziona!), veniamo oggi alle istruzioni per eliminare eventuali graffi dalla superficie dell’Ipod utilizzando la tecnica Tarzan.
Ovviamente potete provare con prodotti chimici effettivamente pensati per ottenere lo scopo, ma potrebbero non bastare. A questo punto resta un ultima carta da giocare: la banana.
Oltre ad essere un frutto che: 1) sazia, 2) previene la formazione dell’acido lattico grazie all’elevata quantità di potassio che contiene, la banana puo esservi d’aiuto anche in quella che per molti è una partita persa, togliere i graffi dallo schermo del nostro amato gingillo.
Non ho ancora avuto modo di verificare se funziona (appena compro le banane vi aggiorno), ma ecco le istruzioni, come riportate da Macblog:

  1. aprire la banana
  2. togliere via la punta con un morso
  3. passare la banana sull’iPod graffiato con dolcezza
  4. per sicurezza ripetere una seconda volta il punto 3
  5. prendere la buccia della banana e ripiegarla su se stessa con la parte interna girata verso l’esterno
  6. passarla sull’iPod per togliere il molliccio della banana
  7. ripulire tutto con il panno di cotone

[video]http://www.youtube.com/watch?v=rfT9qfVkVQM[/video]

Questioni tecniche e giuridiche a proposito del peer-to-peer

Posted by daniele on 01.23.08

Quattro persone, denunciate per aver scaricato e condiviso a scopo di lucro opere protette dal diritto d’autore, rischiano multe milionarie.
In questo articolo su Repubblica si legge anche che il file sharing di opere di cui non si detengono i diritti è punito dalla normativa italiana anche se non avviene a scopo di lucro.
In paricolare secondo la legge sul diritto d’autore (Legge 633/1941) :

chi scarica semplicemente rischia una sanzione amministrativa di 154 euro in base all’art 174 ter;

chi condivide (in termini giuridici si chiama “abusiva immissione”) senza alcun specifico fine commette un reato punibile con la multa fino a 2.065 euro e le sanzioni amministrative accessorie (un minimo di 103 euro per ogni file condiviso abusivamente).

Ma come funzionano i software (client) per la condivisione peer-to-peer?

Quando effettuiamo una ricerca con Emule per esempio, il server a cui Emule è connesso restituisce una lista di file corrispondenti alla nostra ricerca. Questi file non si trovano sul server, ma nel disco rigido di altri utenti che come noi sono connessi alla rete di file sharing che stiamo utilizzando e a loro volta utilizzano un client per condividere i file su questa rete. Quando avviamo il download, il nostro client scarica parti diverse dello stesso file dal disco di utenti diversi. Non solo: una parte del file può essere scaricata anche da un utente che non possiede quel file per intero, perchè per esempio non ha ancora ultimato il download.

Come si legge su Edonkey2000:

Il Client Z ha tutte le parti del File 1.
I Client W,X e Y vogliono tutti scaricare il File 1. Poiché i Client X e Y hanno parti diverse del File 1 possono non solo ottenere il file da Z, ma anche cominciare ad inviarsi parti di files tra di loro. Questo consente al file di diffondersi in modo molto più veloce senza usare solo la banda del Client Z. Il Client W può cominciare a scaricare il file anche se la fonte del file ( Client Z ) non ha più banda sufficiente per inviare il file.

Per questo motivo mentre effettuiamo un download molto probabilmente abbiamo cominciato un upload: una parte (di quella parte) del file che stiamo scaricando è stata probabilmente richiesta da un altro utente. Mentre noi scarichiamo una parte del file da Z, l’utente Y ha cominciato a scaricarne una da noi.

La condivisione è praticamente automatica, e inizia insieme al download.

Se pure, quando abbiamo finito di scaricarlo, togliamo il file dalla cartella in cui si trovano i file da condividere, lo abbiamo già condiviso per tutto il tempo necessario a completare il download.

La norma che punisce chi scarica semplicemente con una sanzione amministrativa di 154 euro a chi può essere applicata?
Nel momento in cui qualcuno inizia a scaricare un file, e quindi inizia a condividerlo, rientra automaticamente nell’altra norma, quella della abusiva immissione, e di conseguenza commette un reato punibile con la multa fino a 2.065 euro e le sanzioni amministrative accessorie?
Qualcuno di voi sa rispondere a queste domande?

Resta ancora una possibilità, comunque: configurare se possibile il client in maniera da impedire l’upload. Limitarsi al download, senza nessuna condivisione dei file (e delle parti di file) che risiedono nel nostro hard disk. Non saremmo ancora nella legalità (l’opera sarebbe sempre protetta dal diritto d’autore), ma rischieremmo soltanto una sanzione di 154 euro.

A livello di sistema, sarebbe un’ecatombe. Se tutti si comportassero in questo modo, alla lunga, non ci sarebbero più file in condivisione, e non avrebbe senso parlare di file-sharing.
È questo il fine ultimo, la ratio, come si dice, della norma?
Può essere, d’altronde il file-sharing di opere protette è un comportamento illegale, e in qualche modo l’obiettivo della legge sarebbe proprio quello di estirpare una pratica illegale.
A proposito delle sanzioni abnormi, e del fatto che possano in alcuni casi essere applicate tanto a chi ci guadagna, tanto a chi invece scarica senza fini di lucro, Daniele Minotti parla di norma folle e legge demenziale.
Riformare e razionalizzare le norme sulle sanzioni renderebbe sicuramente la legge più efficace, certo. Ma è questo che vogliamo?
Oppure abbiamo bisogno di una legge che prenda atto di un costume, e lo inquadri all’interno di una normativa chiara il cui intento non sia quello di estirpare un’erbaccia, quanto piuttosto quello di definire i limiti di una risorsa tecnologica potentissima, un medium che può danneggiare alcuni, ma contribuisce alla crescita – pardon – culturale di molti?

Live video streaming e regia professionale

Posted by daniele on 01.23.08

Come fare una regia professionale per un live video streaming utilizzando strumenti on-line e possibilmente free?

Su Masternewmedia si trova una dettagliata descrizione delle funzionalità offerte da Mogulus e Ustream, utile per capire quale dei due servizi si adatta meglio alle nostre esigenze di broadcaster sul web.

Mi limito a sottolineare un’importante carenza di entrambi i servizi: l’impossibilità di gestire più telecamere connesse allo stesso computer. Un fatto che può essere anche “naturale” per Ustream, ma che invece impedisce a Mogulus di fare il salto di qualità (Mogulus consente per il momento di fare lo switch tra la camera di un broadcaster Mogulus e quella di un altro, quindi connesso con un altro pc).

Supponiamo di aver collegato al computer, oltre alla webcam, una telecamera via firewire, ed un’altra via usb. Purtroppo Mogulus, che si propone come soluzione per il broadcasting professionale, non ci permette di cambiare inquadratura, passando dalla firewire alla usb, alla webcam e via dicendo.

Ovviamente è possibile realizzare la regia su un mixer-video esterno e poi trasmettere con Ustream o Mogulus (come abbiamo fatto qui), ma se non si dispone dell’attrezzatura, o se si vuole fare tutto da un’unica postazione?

Per il momento, quando serve, io mi arrangio così: utilizzo un software che mi permette di fare il mixaggio video direttamente sul desktop e “raccoglie” il segnale dalle diverse camere per poi inviare a Mogulus o Ustream il flusso che io scelgo.

Ho adottato una soluzione gratuita: Camtwist, un programma per mac suggerito peraltro sul sito di Ustream (se conoscete qualcosa di meglio, segnalatemelo!).

Camtwist a sua volta presenta una serie di inconvenienti e in particolare non mostra in anteprima quello che i diversi devices stanno inquadrando, quindi se è possibile mi tocca spiare direttamente sul display della camera. Inoltre gestire le inquadrature con Camtwist, e tutto il resto (per esempio i titoli o i sottopancia) con Mogulus è veramente poco pratico. Evidentemente, Camtwist e altri software del genere sono più adatti a servizi come Ustream, dove a parte premere il tasto broadcast, non c’è molto altro da fare durante la diretta.

Di certo non si tratta di una regia comoda, e il risultato finale difficilmente potrà sembrare professionale.

Per questo motivo, utilizzo camtwist solo quando ho veramente bisogno di cambiare inquadratura, e quindi di utilizzare più di una telecamera. Ma siamo di nuovo al punto di partenza: come fare una regia professionale per un live-streaming utilizzando strumenti on-line e possibilmente free?

Costablog!

Posted by daniele on 01.22.08

La piattaforma di blogging scelta per dellagherardesca.com è Wordpress.
Mi è stato chiesto di modificare il template WP di Upstart blogger minim e modificarlo secondo il design realizzato da Edo Passarella.

Fellini alla radio

Posted by daniele on 01.22.08

La piattaforma scelta per Fellini alla radio è Wordpress. Il main index di WP, produce il rullo di post sulla parte sinistra dell’interfaccia, limitandosi però a visualizzare l’excerpt dei primi tre post, che peraltro vengono utilizzati per le news. Tutte le informzioni necessarie all’utente, e tutti i file audio, sono invece visualizzati attraverso le PAGES.
Il plugin scelto per riprodurre i file audio è Audio Player Plugin (1 pixelout).

Link: felliniallaradio.it